Mese: luglio 2016

La storia di Elena, la prima donna italiana laureata al mondo

Che una donna prendesse la laurea era cosa strana già per le nostre nonne, figuriamoci nel ‘600.

Eppure Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, ha rotto gli stereotipi ed è entrata nella storia, come la prima donna laureata del mondo, infatti prese il titolo in filosofia nel 1678 a soli 32 anni. Ma non fu certamente cosa semplice…

laureata

Nata a Venezia nel 1646, Elena Lucrezia Corner, com’è anche conosciuta, era figlia di un nobile veneziano che si dichiarava  favorevole perché Elena crescesse con una buona educazione.

Così la ragazza si appassionò di filosofia e di lingue, di musica e poesia.

A diciannove anni prese i voti come oblata benedettina ma non smise mai di studiare, anzi andò costruendosi una cultura vastissima in teologia, greco, latino, ebraico e spagnolo. 

La scelta, infatti, le permetteva da una parte di osservare le regole dell’Ordine, ma dall’altra di evitare la reclusione monastica e frequentare il mondo accademico, dove avrebbe potuto continuare i suoi studi. Ebbe illustri insegnanti e la sua fama la precedeva:  infatti nel 1669 venne accolta in alcune Accademie dell’epoca e molti studiosi la contattarono dall’estero per poterla conoscere.

Il padre Giovan Battista chiese che la figlia potesse laurearsi in teologia all’Università di Padova, ma il vescovo di Padova ostacolò tale richiesta (era cancelliere dell’Università, quindi la sua autorizzazione era vincolante): secondo Gregorio Barbarigo  era uno scandalo che una donna diventasse “dottore”, per lo più in teologia, il che avrebbe significato “renderci ridicoli a tutto il mondo”.

Il conflitto si risolse con un compromesso: Elena non si laureò in teologia, ma in filosofia e il 25 giugno 1678 discusse la sua tesi e fu accolta nel Collegio dei medici e dei filosofi, anche se non poteva insegnare perché donna.

Aveva  solo 32 anni, e ben presto si ammalò: morì 6 anni dopo.

A lei è stato dedicato un cratere sul pianeta Venere, ma non è molto conosciuta nelle Università.

Per questo, gli Stati Generali dell’Innovazione hanno lanciato una lettera a tutti i rettori italiani, perchè venga dedicata un’aula in ogni ateneo alla prima donna laureata della storia.