Mese: ottobre 2019

Le donne curde sono un sogno di libertà.

 

 

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Sono madri.
Come noi.
Sono donne.
Come noi.
Perdono il sangue tra le gambe.
Come noi.

Hanno figli da cui vogliono tornare.
Come noi.

Combattono per un’idea.
Per tutte noi.

Contro l’oppressore.
Contro il patriarcato.
Per la democrazia.

Cantano Bella Ciao.

Il loro coraggio fa paura.
La loro forza è fiera.
Delicati gli sguardi.
Decisi gli atti.

Sputano alla morte.

Per la loro gente
In difesa del loro popolo.

Sono protagoniste.
Sono ammirazione.
Sono promessa.

Sono donne curde.
Sono nostre sorelle.

Sono un sogno di libertà.

Cinzia Pennati

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Ciò che le donne curde mettono in atto è l’idea  di una  società straordinaria . Una società democratica e paritaria.

Ciò che fanno le altre donne nel mondo deve riguardarci. Se rimaniamo con lo sguardo su di noi, sul nostro orticello,  i nostri figli, la nostra storia finirà con noi.

Invece, dobbiamo trarre ispirazione e speranza dalla forza di altre donne. Dobbiamo trarre coraggio. Essere solidali e cambiare con piccoli passi le nostre esistenze.

Qui, non si parla di yoga, di cosa fanno i figli, della maternità,  ma vi chiedo di non sentirvi meno coinvolte.

Che cosa  possiamo fare? Intanto farle vedere, quando le donne e il loro operato si vedono… esistono.
E noi esistiamo con loro!

Luisa Spagnoli una protagonista del suo tempo…

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Non fu solo la creatrice del “Bacio Perugina” e dei filati d’angora, ma anche l’imprenditrice che introdusse il congedo retribuito di maternità alle lavoratrici

Ci sono tanti esempi di grandi donne e il bello è che molte di loro sono un orgoglio nazionale. È il caso di Luisa Spagnoli, la storia di una donna imprenditrice, capace di intuizioni pionieristiche e di energiche battaglie sociali che riuscì a trasformare la sua ansia di espressione in impresa di successo.

Una storia eccezionale quella di Luisa Spagnoli (1877-1935) nel corso della quale,  combinando amore, sogni, creatività e progetto imprenditoriale, riuscì a fondare due imperi, vanto del made in Italy nel mondo: il colosso dolciario della Perugina e il marchio di moda che ancora oggi porta il suo nome. Grazie alla dolcezza di un cioccolatino (il famoso “Bacio” degli innamorati con i bigliettini-messaggio inseriti nell’involucro) e alla morbideza di un golf d’angora, diventò il prototipo della donna ribelle e innovatrice, in lotta contro i retaggi culturali della società contadina a cavallo tra le due guerre e contro le regole non scritte che inchiodavano le donne un passo indietro agli uomini. E se battersi per i diritti delle donne oggi è complicato, ai primi del ‘900 era certamente un’impresa eroica. Ed è per questo che scrivere di Luisa Spagnoli fa pensare a quanto sia stata difficile e dura la sua marcia di emancipazione.

Luisa Sargentini, questo il suo cognome da nubile, nacque a Perugia nel 1877 da padre pescivendolo e da madre casalinga. Poco più che ventunenne sposò Annibale Spagnoli e con lui ebbe inizio la sua avventurosa carriera di imprenditrice. I due rilevarono una drogheria e subito dopo cominciarono a produrre confetti. Nel 1908, insieme a Francesco Buitoni, fondarono la “Perugina”, una piccola azienda con sede nel centro storico di Perugia e con quindici dipendenti in tutto.

laboratorio-peruginaNew York, negozio Perugina nella 5th Avenue

Luisa fabbricava caramelle e cioccolatini con rara capacità, ma la prova più difficile per lei si presentò con lo scoppio della Prima Guerra mondiale, quando a mandare avanti la fabbrica rimase solo lei con i suoi due figli, Mario e Aldo. Fu allora che Luisa rivelò le sue capacità imprenditoriali. A guerra finita la “Perugina” era già un’azienda con più di cento dipendenti. per lo più donne. e Luisa cominciò a inventare una miriade di cioccolatini con nomi accattivanti, da il “Cazzotto” Perugina chiamato così per la sua forma che ricordava la nocca di una mano, ma subito dopo nominato “Bacio” per motivi di marketing.

Nel 1923 Annibale Spagnoli ruppe con i Buitoni lasciando la sua creatura. Luisa, invece, rimase in Perugina e diventò membro del consiglio d’amministrazione. Da quel momento nacque la sua storia d’amore,  alquanto contrastata,  con Giovanni Buitoni. Luisa era oramai una signora ultraquarantenne, di ben 14 anni più anziana del trentenne Giovanni (cosa che a quei tempi faceva scalpore!).

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Dopo l’esperienza con l’industria dolciaria, Luisa Spagnoli si dedicò all’allevamento dei conigli d’angora, dal pelo particolarmente lungo e morbido con il quale produsse filati di pregevole qualità. La Spagnoli inventò una tecnica particolare con la quale non era necessario uccidere nè tosare i conigli, ma semplicemente passare sui peli dell’animale un particolare pettine al quale rimanevano incastrati ed utilizzati per ricavarne filati per capi di qualità.

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“Bellezza è lasciarsi vivere” di Emma Watson

La citazione  che tutte le donne dovrebbero leggere…

Bellezza non sono i capelli lunghi, le gambe magre, la pelle abbronzata e i denti perfetti.
Fidatevi di me…

Bellezza è il viso di chi ha pianto e ora sorride.

Bellezza è la cicatrice sul ginocchio fin da quando sei caduta da bambina.

Bellezza sono le occhiaie quando l’amore non ti fa dormire…

Bellezza è l’espressione sulla faccia quando suona la sveglia la mattina, è il trucco colato quando esci dalla doccia, è la risata quando fai una battuta che capisci solo tu..

Bellezza è incrociare il suo sguardo e smettere di capire.

Bellezza è il tuo sguardo quando vedi lui, è quando piangi per le tue paranoie.

Bellezza sono le rughe segnate dal tempo.

Bellezza è tutto quello che proviamo dentro e si manifesta al di fuori.

Bellezza sono i segni che la vita ci lascia addosso, i pugni e le carezze che i ricordi ci lasciano.

Bellezza è lasciarsi vivere!

(Emma Watson)

Emma Charlotte Duerre Watson  nasce a Parigi il 15 Aprile 1990, attrice rinomata ha raggiunto la fama mondiale dopo aver interpretato il personaggio di Hermione Granger nella serie cinematografica di Harry Potter, dal 2001 al 2011.

Attivista per i diritti delle donne  il 17  luglio 2014 Emma Watson viene nominata Goodwill Ambassador, ambasciatrice di buona volontà, dall’UN Women, l’organizzazione delle Nazioni Unite che si occupa della parità di genere e il pari ruolo delle donne nel mondo.