Mese: febbraio 2020

Nancy Cunard: ribelle e anticonformista!

 Una delle donne che più mi ha interessata è stata Nancy Cunard, e  oggi Nancy sarà anche la  protagonista  del mio articolo.

Nancy Cunard è una celebrità famosa sia nell’alta società, sia all’interno del mondo intellettuale delle avanguardie. Nasce nel 1896 in Inghilterra. Nel 1911 si trasferisce a Londra con la madre, a causa della separazione con il padre.

A Nancy non piaceva il mondo in cui viveva, questa idea scatenerà fin da subito scandalo con il suo anticonformismo morale, sessuale e politico.

Fin dai primi tempi in cui frequentò gli ambienti dell’avanguardia artistica inglese ne rimase subito attratta, in particolar modo dalla poesia. Nel 1920 si sposta a Parigi, qui entra in contatto con gli ambienti surrealisti e dada.

Nel 1928 durante un viaggio a Venezia inizia una storia con Henry Crowden, musicista jazz afro-americano.

La Cunard prediligeva un amore libero ed anche per questo fu criticata per i suoi amori sia etero che omosessuali.

L’incontro con Crowden avvicina Nancy ai temi della politica razzista, così facendo si “trasforma” in un’ attivista politica antirazzista per il resto della sua vita. Tanto da pubblicare nel 1931 l’opuscolo Black Man and White Ladyship, un attacco diretto alla società tradizionale, snob, imperialista e razzista del mondo occidentale. Nel 1934 pubblica, invece, un volume antologico in 7 sezioni, Negro: An Anthology, un vero e proprio viaggio nella cultura afro-americana.

L’obiettivo di Nancy Cunard era quello di smascherare il perbenismo e l’autoritarismo nell’alta borghesia e aristocrazia inglese. La solitudine era però il prezzo da pagare per la sua scelta controcorrente.

Per quanto riguarda la politica, la Cunard era anarchica, antifascista, antimilitarista e antirazzista, combatte infatti il fascismo e si schiera con la Spagna rivoluzionaria del 1936-1939. Viene arrestata più volte per attività cospiratrici, a causa del sostegno antifranchista.

Possiamo quindi dire che Nancy Cunard ha condotto una vita anticonformista, e straordinaria in quanto fu poetessa, editrice, modella, attivista per i diritti civili,  corrispondente di guerra, traduttrice, curatrice di antologie e agitatrice culturale; ricordiamo inoltre che lei era un’anarchica e una dark lady, colta, trasgressiva, provocatoria e ostinata e che partecipò a movimenti letterari come il Modernismo.

Venne ogni volta screditata e denunciata quando decideva di battersi in favore dei diritti civili. La protagonista dell’articolo muore infine nel 1965.

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Come dicevo all’inizio, Nancy è fra le donne che io personalmente preferisco perché nonostante quello che lei avrebbe dovuto essere, ovvero una donna ricca, conformista, insoddisfatta, capricciosa e viziata, ha avuto il coraggio per opporsi a tutto ciò, ha lottato per i diritti delle persone, quelli che oggi noi diamo per scontati, ma che dovremmo sforzarci di difendere tutti i giorni “con le unghie e con i denti”.

Quindi io, in qualità di cittadina del mondo, mi sento in dovere di dire “Grazie” a Nancy e tutte quelle persone nel mondo che hanno lottato e che  lottano per un mondo senza razzismo, discriminazioni e perbenismo!

 

Una danza di pensieri!

Nebila, etiope, si definisce una “cantastorie femminista che usa creatività e arte per parlare di pace, affrontare diseguaglianza e oppressione, archiviare le storie del vivere quotidiano a beneficio delle generazioni a venire”.

Oltre a essere scrittrice, poeta, editrice e fotografa, Nebila è assai nota ed efficace come attivista: solo per fare un esempio, la sua campagna #JusticeForLiz, relativa all’ottenere giustizia per una donna vittima di stupro, raggiunse quasi 2 milioni di firme.

nebila

Ero solita pensare fosse l’oscurità

a darti gli incubi

Solo ora arrivo a capire

come le luci che inondano la tua esistenza

sembrino perseguitarti

Non appena arrivano

tu cerchi i punti che la luce non raggiunge

per poterci strisciare dentro, coperta dal calore e dal rifugio del buio

Nel mentre quasi tutti bramano movimento e suono,

tu sei saziata dal vuoto e dalla pienezza dei silenzi

Da sola, negozi fra le differenti donne che ti compongono

Indisturbata,

filtri l’orchestra di pensieri

in mutevoli ottave

permettendo a ciascuna di esse di cantare la propria canzone

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Mia madre dice che ci sono stanze chiuse all’interno di tutte le donne. Che le donne diverse che le abitano sono le sole a poter schiudere quelle porte. Tu devi essere paziente. Devi sederti con ognuna di esse, una alla volta. Parlare le loro lingue. Ascoltare le loro storie. Intrecciare i loro capelli. Percepire il loro tipo di pelle – ruvida, liscia, grezza. Fasciare le loro ferite. Ridere con loro. Capire le loro lacrime. Massaggiare i loro piedi. Conversare con loro. Dar loro riconoscimento. Essere presente per le loro paure. Essere presente per loro. Stare con loro.

Mia madre dice che alcune le evochi tu e altre evocano te. Che una porta con sé la propria rabbia, un’altra il delirio. Che non devi mai ignorare la più silenziosa, quella che non bussa mai. Lei è la più potente. Devi cercarla, persuaderla a uscire dalla stanza con gentilezza.

Mia madre dice che non devi pensare a come soddisfare quella che bussa sino a che le sanguinano le nocche e le mani le dolgono. Lei non è una di cui dovresti preoccuparti perché indossa tutte le proprie emozioni e tu saprai subito se ci sono guai in arrivo.

Una ha buttato giù la porta l’altro giorno – mamma dice che è perché era soffocata dalla propria angoscia – e si è succhiata via tutta l’aria nella stanza, lasciandola annaspare in cerca d’aria che non poteva fabbricare. Lei è quella a cui non sottoponi problemi. Lei li nutrirà sino a farli crescere come erbacce, senza lasciare spazio alcuno alla bellezza. O al respiro.

Ognuna ha il suo posto e il suo scopo. Tutte creano te. Senza di esse, saresti vuota. Un guscio. Loro ti danno colore, carattere, stile. Persino quella furibonda ti dà acume. Lascia che siano.

Mia madre dice che è solo quando ti danno le chiavi, solo allora sarai in grado di aprire tutte le porte e fare pace, di riunirle insieme così che possano cantare i loro sogni e narrare i loro ricordi l’una all’altra. E a te.

Solo allora, quando le loro sofferenze saranno intessute nelle storie che raccontano, i sogni che osano e i segreti che sussurrano saranno liberati e libereranno il tuo respiro.

I segreti fanno parte di noi stesse e come tali saremo noi a decidere quando liberarcene insieme alle nostre sofferenze!

Jessie Burton e il segreto di una coppia tormentata.

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Dopo il successo mondiale del Miniaturista e della Musa , tradotti un quaranta lingue e con oltre un milione di copie vendute, l’autrice inglese Jessie Burton, classe 1982, ci consegna un maestoso volume sull’enigma, la malinconia e la riemersione dei sentimenti al di là del tempo.

La Confessione” é un’opera che brilla grazie a un elettrizzante marchingegno narrativo fondato su un dettaglio che apre tutta la storia: un incontro fortuito, ad Hampstead Heath, nel 1980, a Londra, tra Elise e Constance e la nascita tra loro, di un amore tormentato e atemporale.

La prima é una giovane e affascinante modella disorientata dalla morte della madre, l’altra una scrittrice di successo matura e carismatica, ma immersa tra le ombre egocentriche di un mestiere che lascia sempre meno spazio al sentimento.

Il loro complicato legame resiste e si dipana superando gli anni fino a precipitare, nel 2017, nel cuore della figlia trentenne di Elise, Rose, che, per conoscere il passato nebuloso della madre scomparsa nel nulla, si finge un’altra  e  si addentra, come assistente, nell’esistenza di un’ormai anziana Constance che vive reclusa dopo essersi ritirata dalla vita pubblica al picco della sua fama, e da cui  Rose è determinata a ottenere una confessione

Battendone a macchina  il nuovo manoscritto, Rose ricade in un vortice di persuasione, quasi a rivivere ció che la madre aveva sepolto nella nuova vita che aveva dovuto abbracciare una volta perduto il grande amore.

La Confessione é il romanzo di una narratrice di talento che con una lingua secca e nuda che non lascia spazio a giochi e rivoli barocchi, sa come raccontare spietatamente la potenza inclusiva ed espansiva dell’amore. Di coloro che sicuri ne pagano il prezzo quando l’accettano, e di coloro che decidono di rinunciarvi a costo di ritornare alla propria terribile realtà.

Proprio su questo punto, fondamentale per la vita delle protagoniste, e per l’essere umano in generale, dirà Rose a Constance: “È stato terrificante. Pensavo di impazzire. Ma questa cosa non l’avevo mai provata. Come ci si sente quando l’amore che provi per qualcuno… Ti cola via. Come se ti ritrovassi a poco a poco rinsecchita e non sai se è giusto o sbagliato, se è qualcosa che vuoi o no. Se vuoi davvero chiudere il contratto, dire che non ti basta”.

 

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Jessie Burton è nata nel 1982 e vive a Londra. Ha studiato presso l’Università di Oxford e alla Royal Central School of Speech and Drama; ha lavorato per nove anni come attrice, prima di scrivere il suo romanzo d’esordio, Il miniaturista, divenuto in breve tempo uno dei casi editoriali più straordinari degli ultimi anni, con più di un milione di copie vendute nel mondo. Ha scritto inoltre La musa (2016) e Ragazze scatenate (2018), il suo primo racconto per ragazzi, pubblicati in Italia da La Nave di Teseo.