Per non dimenticare: il coraggio delle sorelle Mirabal

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Patria, María e Antonia sono tre sorelle molto legate tra loro. Adorano la vita ed hanno una grande forza d’animo. Un giorno stanno viaggiando su un’auto assieme ad un autista. Tornano dal penitenziario. Hanno appena fatto visita ai loro mariti, detenuti nel carcere di Puerto Plata, nella Repubblica Domenicana.

D’un tratto, un gruppo di uomini blocca l’autovettura e le costringe a scendere, vengono condotte in un posto non lontano dalla strada: una piantagione di canna da zucchero. Lì, vengono letteralmente massacrate a bastonate. Finito il lavoro, i carnefici rimettono in macchina i corpi senza vita delle tre sorelle e  spingono l’auto in un dirupo al fine di simulare un incidente.

Così muoiono Patria Mercedes, María Argentina Minerva e Antonia María Teresa, le sorelle Mirabal; le Mariposas, come le ha chiamate qualcuno…

L’omicidio risale al 25 novembre del 1960. Esattamente cinquantuno anni fa. Ed ecco perché, oggi si celebra il Giorno Internazionale della Non Violenza nei Confronti della Donna.

Una commemorazione che ha origine dal primo Incontro Internazionale Femminista celebrato in Colombia nel 1980. Fu in quell’occasione che la Repubblica Domenicana propose il 25 novembre come Giorno Internazionale della Non Violenza nei Confronti della Donna, in onore delle tre sorelle Mirabal. Diciotto anni dopo, nel 1998, l’assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò all’unanimità la commemorazione di questa data.

Ma perché furono assassinate? E soprattutto, chi erano le sorelle Mirabal?

Patria, María e Antonia erano il simbolo della libertà politica del loro Paese e lottarono contro la spietata tirannia di Rafael Leónidas Trujillo Molina.

Trujillo divenne dittatore nel 1930 truccando le elezioni e per trent’anni guidò severamente la Repubblica Domenicana.  Si fece attribuire il titolo di Benefattore della Patria e Padre della Patria nuova. Tentò di modernizzare il Paese con strade, ponti e scuole e cercò anche di lottare contro l’analfabetismo. Tuttavia, le condizioni di vita rimasero precarie. A causa anche del suo regime, estremamente tirannico e brutale.

Le sorelle Mirabal, cresciute all’ombra della dittatura, entrarono in quello che venne chiamato 14 giugno. Un movimento di resistenza, un gruppo politico democratico guidato da Manolo Travares Justo. Prima Minerva e poi María Teresa usarono come nome in codice “Mariposas”.

Anno dopo anno, il gruppo si allargò in tutto il Paese. Ma nel 1960 venne scoperto dalla polizia segreta di Trujillo. I membri furono perseguitati e messi in carcere. Molti vennero portati a La 40, un carcere di tortura e di morte. Anche le tre sorelle furono catturate. Ma poi rilasciate. Restarono in carcere, però, i loro mariti, due dei quali, Manolo (marito di Minerva) e Leandro (marito di Maria Teresa), vennero trasferiti a Puerto Plata.

Proprio su questa storia, Julia Alvarez, la nota scrittrice di origine domenicana, ha scritto un libro, un magnifico testo dal titolo “Il tempo delle farfalle. Quello della Alvarez è uno splendido romanzo che mescola elementi di fantasia a fatti reali, ripercorrendo le gesta delle tre sorelle.

 

 

 

 

Las Mariposas…

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Paola Chirico

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Sono una donna di Joumana Haddad

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Sono una donna
Nessuno può immaginare
quel che dico quando me ne sto in silenzio
chi vedo quando chiudo gli occhi
come vengo sospinta quando vengo sospinta
cosa cerco quando lascio libere le mani.
Nessuno, nessuno sa
quando ho fame quando parto
quando cammino e quando mi perdo,
e nessuno sa
che per me andare è ritornare
e ritornare è indietreggiare,
che la mia debolezza è una maschera
e la mia forza è una maschera,
e quel che seguirà è una tempesta.
Credono di sapere
e io glielo lascio credere
e io avvengo.
Hanno costruito per me una gabbia affinché la mia libertà
fosse una loro concessione
e ringraziassi e obbedissi.
Ma io sono libera prima e dopo di loro,
con loro e senza loro
sono libera nella vittoria e nella sconfitta.
La mia prigione è la mia volontà!
La chiave della mia prigione è la loro lingua
ma la loro lingua si avvinghia intorno alle dita del mio
desiderio
e il mio desiderio non riusciranno mai a domare.
Sono una donna.
Credono che la mia libertà sia loro proprietà
e io glielo lascio credere
e avvengo.

Joumana Haddad

La proprietà di un essere umano è sempre una “proprietà in concessione”, se l’essere umano è poi donna… Anni di abusi di potere sul sesso ritenuto debole, più o meno palesi, hanno fatto sì che l’istinto animale di difesa e libertà, sviluppasse nelle donne una sorta di capacità di fuga, fisica e mentale, una capacità di difesa sulla distanza, distacco e sorpresa.
***
Joumana Haddad poetessa, scrittrice, giornalista libanese (Beirut, 1970), Attraverso i suoi scritti tenta di costruire un ponte fra Oriente e Occidente, la cui distanza è oggi segnata dagli scontri ideologici e politico-religiosi.
 

Adele, ci mancherai!

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Adele Cam­bria ha attra­ver­sato un pezzo della sto­ria d’Italia e della sua infor­ma­zione, ha fre­quen­tato i suoi intel­let­tuali, ha scritto da pro­ta­go­ni­sta pagine del nostro fem­mi­ni­smo.

Mi pace ricordarla solo  con una frase, quasi un ritratto: “A me non piace pia­cere a molti, ma solo ai pochi a cui piac­cio”. Pia­ceva in effetti a molti, sicu­ra­mente a molte, per quel suo sor­riso e quel suo modo irri­ve­rente di dire la verità. Ci mancherai,Adele
Paola Chirico

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Una grande donna accanto a un grande eroe: Anita Garibaldi.

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Quante volte abbiamo sentito affermare che “dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna”…Di certo le femministe (me compresa) possono giustamente ribattere che le grandi donne possono essere tali, anche senza dover vivere all’ombra del proprio compagno. E allora a chi o a cosa attribuire l’origine di questa frase? Alcuni la attribuiscono alla scrittrice londinese Virginia Woolf, altri la ritengono molto più antica, facendola addirittura risalire ad epoca latina. Comunque, che siano stati i Latini o la Woolf ad aver coniato questa espressione, poco importa… Il dato di fatto è che entrambi hanno ragione, o quasi. Lasciando da parte i casi odierni più famosi, come quello di Michelle Obama o Hillary Clinton o altri ancora, un esempio perfetto si può trarre da una figura molto diversa e molto lontana nel tempo, quella di Anita Garibaldi.

Le lacunose e spesso poco attendibili notizie sulla sua vita, hanno trasformato la giovane donna brasiliana, da un lato, in figura leggendaria di guerrigliera e rivoluzionaria, dall’altro nella classica protagonista di una romantica e tormentata storia d’amore. Queste due versioni della sua immagine e della sua personalità, che non sono affatto in contrasto, forniscono ciascuna, a mio avviso, una lezione per tutti noi. E’ ingiusto considerare Anita Garibaldi una “forza silenziosa” del Risorgimento Italiano o solo l’amante e la moglie dell’eroe dei due mondi. A ben analizzare la sua figura, è stata molto di più.. una donna che possiamo apprezzare, oggi, per la sua forza, la sua determinazione e per essere stata a “fianco” e non “dietro” ad un grande uomo!

Nata a Laguna, in Brasile, da una povera e numerosa famiglia di mandriani Ana Maria de Jesus Ribeiro da Silva mostrò subito la tempra, lo spirito selvaggio, l’agilità e il coraggio di cui era capace. Dapprima, infatti, seppe tener testa a Manuel Duarte Aguilar, un calzolaio ubriacone e violento che la madre, vedova e in difficoltà economiche, le aveva scelto per marito, anche per evitare guai peggiori a una bellezza precoce,  ma già molto avvenente. Poi affrontando con il coraggio di una pantera le incredibili avventure e le durissime privazioni subite nella lotta contro le truppe imperiali accanto a Garibaldi. L’incontro tra Anita e José fu amore a prima vista e tutte le scelte che Anita fece da quel momento in poi testimoniano quanto ella fosse davvero forte, coraggiosa, intelligente, moderna, sia nei pensieri, che nelle azioni.

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Abbiamo bisogno di equilibri!

Elio Pastore equilibri_cosmici

Cado e ricado, inciampo e cado, mi alzo

e poi ricado, le ricadute sono

la mia specialità. Cos’altro ho fatto

che fingere di uscire e ricadere dentro?

Nessuno mai che io trascini insieme a me

cadendo. Grandi equilibri mi circondano

ma non mi reggono, anzi proprio perché io cado

si sorreggono.

(Patrizia Cavalli)


L’mmagine è di Elio Pastori – Equilibri cosmici
Paola Chirico

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Libri e donne: bellezza, profondità ed energia!

Qualche giorno fa, su di un magazine nazionale, mi sono imbattuta in un’intervista ad Alain Elkamm, noto scrittore e giornalista che, a proposito della lettura ha detto “Chi ha letto dei libri e ha il gusto della lettura  certamente si trova meglio,percEdward Hopper, %22Compartment C, Car 293%22hé leggere libri è come laurearsi continuamente, come continuare ad andare avanti a studiare, a conoscere… nulla ti insegna più dei libri!”

Come non essere d’accordo?! Leggere ë un privilegio esclusivo degli esseri umani: nessun’altra creatura vivente possiede la stessa capacità. Attraverso la lettura possiamo venire a contatto con centinaia di migliaia di altre vite, oltre che con la nostra… Possiamo comunicare con saggi e filosofi, vissuti secoli prima di noi, partecipare a una spedizione con Alessandro Magno o diventare amici di personaggi del calibro di Socrate o Platone e, magari, intrattenendoci con loro, fare nostre le loro “sapienze”, sviluppando nuove idee e nuovi punti di vista.

Non c’ë dubbio che un buon libro ci dà la possibilità di appropriarci del modo di pensare dell’autore o dell’autrice, di provare le loro stesse sensazioni, di usare la loro stessa immaginazione e, come per magia, di appropriarci delle loro stesse esperienze!. É questa, a mio avviso, la potenza della lettura… Essa apre infinite strade verso i tesori dello spirito umano di tutte le epoche di ogni parte del mondo, ci permette di raggiungere una profonda comprensione della vita, offrendoci la più ampia possibilità di scelta.. Chi è consapevole di tutto ciò possiede una ricchezza infinita come d’altronde lo è stato per le donne che ci hanno preceduto in tempi passati.

Secondo Blaise Pascal, tra i massimi filosofi di tutti i tempi, noi siamo ” canne pensanti” e il leggere diventa essenziale per pensare, quindi é importante trovare il tempo per leggere e riflettere seriamente sulle cose che ci circondano. Se esiste, quindi, il desiderio di leggere, possibile che non si riescano a trovare pochi minuti al giorno per farlo?. Chi ama la lettura utilizza ogni momento libero per leggere: mentre viagia in treno o prima di andare a letto o, la mattina, appena sveglio … o addirittura sul metrò!. (altro…)