Sono una donna di Joumana Haddad

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Sono una donna
Nessuno può immaginare
quel che dico quando me ne sto in silenzio
chi vedo quando chiudo gli occhi
come vengo sospinta quando vengo sospinta
cosa cerco quando lascio libere le mani.
Nessuno, nessuno sa
quando ho fame quando parto
quando cammino e quando mi perdo,
e nessuno sa
che per me andare è ritornare
e ritornare è indietreggiare,
che la mia debolezza è una maschera
e la mia forza è una maschera,
e quel che seguirà è una tempesta.
Credono di sapere
e io glielo lascio credere
e io avvengo.
Hanno costruito per me una gabbia affinché la mia libertà
fosse una loro concessione
e ringraziassi e obbedissi.
Ma io sono libera prima e dopo di loro,
con loro e senza loro
sono libera nella vittoria e nella sconfitta.
La mia prigione è la mia volontà!
La chiave della mia prigione è la loro lingua
ma la loro lingua si avvinghia intorno alle dita del mio
desiderio
e il mio desiderio non riusciranno mai a domare.
Sono una donna.
Credono che la mia libertà sia loro proprietà
e io glielo lascio credere
e avvengo.

Joumana Haddad

La proprietà di un essere umano è sempre una “proprietà in concessione”, se l’essere umano è poi donna… Anni di abusi di potere sul sesso ritenuto debole, più o meno palesi, hanno fatto sì che l’istinto animale di difesa e libertà, sviluppasse nelle donne una sorta di capacità di fuga, fisica e mentale, una capacità di difesa sulla distanza, distacco e sorpresa.
***
Joumana Haddad poetessa, scrittrice, giornalista libanese (Beirut, 1970), Attraverso i suoi scritti tenta di costruire un ponte fra Oriente e Occidente, la cui distanza è oggi segnata dagli scontri ideologici e politico-religiosi.
 

Adele, ci mancherai!

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Adele Cam­bria ha attra­ver­sato un pezzo della sto­ria d’Italia e della sua infor­ma­zione, ha fre­quen­tato i suoi intel­let­tuali, ha scritto da pro­ta­go­ni­sta pagine del nostro fem­mi­ni­smo.

Mi pace ricordarla solo  con una frase, quasi un ritratto: “A me non piace pia­cere a molti, ma solo ai pochi a cui piac­cio”. Pia­ceva in effetti a molti, sicu­ra­mente a molte, per quel suo sor­riso e quel suo modo irri­ve­rente di dire la verità. Ci mancherai,Adele
Paola Chirico

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Una grande donna accanto a un grande eroe: Anita Garibaldi.

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Quante volte abbiamo sentito affermare che “dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna”…Di certo le femministe (me compresa) possono giustamente ribattere che le grandi donne possono essere tali, anche senza dover vivere all’ombra del proprio compagno. E allora a chi o a cosa attribuire l’origine di questa frase? Alcuni la attribuiscono alla scrittrice londinese Virginia Woolf, altri la ritengono molto più antica, facendola addirittura risalire ad epoca latina. Comunque, che siano stati i Latini o la Woolf ad aver coniato questa espressione, poco importa… Il dato di fatto è che entrambi hanno ragione, o quasi. Lasciando da parte i casi odierni più famosi, come quello di Michelle Obama o Hillary Clinton o altri ancora, un esempio perfetto si può trarre da una figura molto diversa e molto lontana nel tempo, quella di Anita Garibaldi.

Le lacunose e spesso poco attendibili notizie sulla sua vita, hanno trasformato la giovane donna brasiliana, da un lato, in figura leggendaria di guerrigliera e rivoluzionaria, dall’altro nella classica protagonista di una romantica e tormentata storia d’amore. Queste due versioni della sua immagine e della sua personalità, che non sono affatto in contrasto, forniscono ciascuna, a mio avviso, una lezione per tutti noi. E’ ingiusto considerare Anita Garibaldi una “forza silenziosa” del Risorgimento Italiano o solo l’amante e la moglie dell’eroe dei due mondi. A ben analizzare la sua figura, è stata molto di più.. una donna che possiamo apprezzare, oggi, per la sua forza, la sua determinazione e per essere stata a “fianco” e non “dietro” ad un grande uomo!

Nata a Laguna, in Brasile, da una povera e numerosa famiglia di mandriani Ana Maria de Jesus Ribeiro da Silva mostrò subito la tempra, lo spirito selvaggio, l’agilità e il coraggio di cui era capace. Dapprima, infatti, seppe tener testa a Manuel Duarte Aguilar, un calzolaio ubriacone e violento che la madre, vedova e in difficoltà economiche, le aveva scelto per marito, anche per evitare guai peggiori a una bellezza precoce,  ma già molto avvenente. Poi affrontando con il coraggio di una pantera le incredibili avventure e le durissime privazioni subite nella lotta contro le truppe imperiali accanto a Garibaldi. L’incontro tra Anita e José fu amore a prima vista e tutte le scelte che Anita fece da quel momento in poi testimoniano quanto ella fosse davvero forte, coraggiosa, intelligente, moderna, sia nei pensieri, che nelle azioni.

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Abbiamo bisogno di equilibri!

Elio Pastore equilibri_cosmici

Cado e ricado, inciampo e cado, mi alzo

e poi ricado, le ricadute sono

la mia specialità. Cos’altro ho fatto

che fingere di uscire e ricadere dentro?

Nessuno mai che io trascini insieme a me

cadendo. Grandi equilibri mi circondano

ma non mi reggono, anzi proprio perché io cado

si sorreggono.

(Patrizia Cavalli)


L’mmagine è di Elio Pastori – Equilibri cosmici
Paola Chirico

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Libri e donne: bellezza, profondità ed energia!

Qualche giorno fa, su di un magazine nazionale, mi sono imbattuta in un’intervista ad Alain Elkamm, noto scrittore e giornalista che, a proposito della lettura ha detto “Chi ha letto dei libri e ha il gusto della lettura  certamente si trova meglio,percEdward Hopper, %22Compartment C, Car 293%22hé leggere libri è come laurearsi continuamente, come continuare ad andare avanti a studiare, a conoscere… nulla ti insegna più dei libri!”

Come non essere d’accordo?! Leggere ë un privilegio esclusivo degli esseri umani: nessun’altra creatura vivente possiede la stessa capacità. Attraverso la lettura possiamo venire a contatto con centinaia di migliaia di altre vite, oltre che con la nostra… Possiamo comunicare con saggi e filosofi, vissuti secoli prima di noi, partecipare a una spedizione con Alessandro Magno o diventare amici di personaggi del calibro di Socrate o Platone e, magari, intrattenendoci con loro, fare nostre le loro “sapienze”, sviluppando nuove idee e nuovi punti di vista.

Non c’ë dubbio che un buon libro ci dà la possibilità di appropriarci del modo di pensare dell’autore o dell’autrice, di provare le loro stesse sensazioni, di usare la loro stessa immaginazione e, come per magia, di appropriarci delle loro stesse esperienze!. É questa, a mio avviso, la potenza della lettura… Essa apre infinite strade verso i tesori dello spirito umano di tutte le epoche di ogni parte del mondo, ci permette di raggiungere una profonda comprensione della vita, offrendoci la più ampia possibilità di scelta.. Chi è consapevole di tutto ciò possiede una ricchezza infinita come d’altronde lo è stato per le donne che ci hanno preceduto in tempi passati.

Secondo Blaise Pascal, tra i massimi filosofi di tutti i tempi, noi siamo ” canne pensanti” e il leggere diventa essenziale per pensare, quindi é importante trovare il tempo per leggere e riflettere seriamente sulle cose che ci circondano. Se esiste, quindi, il desiderio di leggere, possibile che non si riescano a trovare pochi minuti al giorno per farlo?. Chi ama la lettura utilizza ogni momento libero per leggere: mentre viagia in treno o prima di andare a letto o, la mattina, appena sveglio … o addirittura sul metrò!. (altro…)

Marisa Bellisario… una leadership tutta al femminile!

Paola Chirico

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Marisa Bellisario (Ceva (CN), 1935 – Torino 1988), tra le figure più rappresentative della  storia M_bebb6b7c75 dell’imprenditoria italiana, è una donna che mi ha sempre affascinato, soprattutto per essere riuscita a raggiungere posizioni di prestigio rimanendo sempre se stessa e conservando le sue caratteristiche femminili in ambienti notoriamente maschili.

Laureata in discipline economiche all’Università di Torino nel 1959, si trasferì a Milano, dove, al suo primo colloquio di lavoro alla divisione elettronica della Olivetti, le fu proposto di lanciarsi nell’esplorazione dell’elettronica nel nuovo mondo dei computer. E lei raccolse la sfida.

Nel 1965 andò in America, dove doti, professionalità ed esperienza maturata negli ambienti aziendali, la resero presto indiscussa protagonista della Honeywell. Fu un’ascesa talmente brillante che nel 1979 venne invitata ad assumere la presidenza della Olivetti Corporation of America.

Fece ritorno in Italia nel 1981 per assumere la responsabilità della Italtel, un complesso di ben 30 aziende, che in quegli anni viveva una fase di acuta regressione. Marisa Bellisario aveva contro la politica aziendale e i sindacati che non credevano alla ristrutturazione, mentre la stampa scriveva che era stata scelta una donna per rendere più soft la chiusura del complesso. Riuscì, invece, nel miracolo di trasformare un complesso di fabbriche da rottamare in una moderna azienda elettronica.

Cambiò 180 dirigenti su 300; avviò progetti innovativi che, suscitarono interesse anche negli Stati Uniti; portò in tre anni il fatturato a 1300 miliardi con un cospicuo attivo; ottenne il consenso dei sindacati al suo piano di ristrutturazione e, soprattutto, la benedizione dei lavoratori.

La Bellisario aveva intuito che una grande azienda moderna non si evolve, né si guida senza una profonda rivalutazione dei
rapporti umani. Non più gerarchie burocratiche, ma gerarchie di merito; non più dipendenti, ma collaboratori, tutti, dai livelli più bassi fino ai vertici dell’azienda. Sfogliando la sua autobiografia si trovano aspetti, riflessioni e considerazioni sorprendentemente attuali: “Mi criticano perché mi trucco gli occhi, tingo i capelli biondo platino, porto la minigonna, cambio pettinatua, metto i pantaloni e scelgo gioielli strani e spiritosi… La lista delle cose che, secondo loro, una dirigente donna non deve fare è infinita.Credo si riassuma nella regola che un dirigente non deve essere donna e se, per disgrazia lo è, deve nasconderlo il più possibile” (…) “Io ho fatto carriera senza imitare modelli maschili e ho utilizzato le mie qualità senza rinunciare, come donna, a nulla d’importante”.

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