Giorno: 11 Maggio 2022

La scrittura lucida e arguta di Joan Didion.

Scomparsa nel 2021 è stata la voce femminile più rappresentativa del New Journalism: preveggente e inaspettata è stata la Cassandra del nostro secolo.

Joan Didion.

Le prime pagine iniziò a scriverle all’età di cinque anni, ricopiando i racconti di Hemingway, ma Joan Didion cominciò a sentirsi una scrittrice solo dopo la pubblicazione del suo primo romanzo Run River nel 1963. Quasi sessant’anni dopo da quel debutto è inevitabile interrogarsi sull’eredità artistica e umana di una donna che ha attraversato la letteratura di mezzo secolo rimanendo sempre fedele a se stessa e al suo stile narrativo atroce e affilato. 

Giornalista, autrice e acuta osservatrice della politica e della cultura americana contemporanea, Joan Didion è scomparsa lo scorso anno per il morbo di Parkinson, che da anni non le dava tregua e che ne aveva assottigliato sempre di più corpo e voce. Tra gli autori più rappresentativi del New Journalism, uno stile giornalistico anticonvenzionale tipico degli Anni 60 e 70, capace di mescolare narrativa e saggistica, letteratura e verità, Didion è stata per lungo tempo in odore di Nobel, fin da quando nel 2005 vinse il National Book Award per la saggistica per il suo capolavoro L’anno del pensiero magico. Un riconoscimento tardivo arrivò dalle mani del presidente americano Barack Obama, che nel 2013 le conferì la National Humanities Medal, quando era già molto debilitata nel fisico.

Joan Didion riceve dal presidente Barack Obama la National Humanities Medal.

Nata a Sacramento, in California, il 5 dicembre 1934, Joan Didion da bambina non frequentò le scuole regolarmente. A causa della professione del padre, membro delle United States Army Air Forces durante la Seconda Guerra Mondiale, era spesso costretta a continui trasferimenti con la famiglia e questo contribuì a fare di lei “un’eterna estranea” come poi scriverà nel suo memoir del 2003, Where I was from.

Timida e riservata, trovò consolazione nei libri, specialmente nelle biografie per adulti per le quali si faceva rilasciare un permesso speciale dalla madre da esibire in biblioteca. Proprio il genere biografico diventò uno degli ingredienti principali della sua prosa, dove al resoconto giornalistico si univa la soggettività dell’autrice, che tra gli Anni 60 e 70 diventò la voce femminile più rappresentativa all’interno di un movimento maschile come il New Journalism, che annoverava autori quali Tom Wolfe, Truman Capote e Gay Talese.

Joan Didion ha vissuto per molti anni in California, che considerava il suo luogo di elezione.

Nel 1956 si laureò presso l’Università della California con un Bachelor of Arts in Lettere. Durante il secondo anno di studio a 21 anni vinse un concorso di saggistica sponsorizzato dal mensile di moda Vogue che le affidò un lavoro come assistente alla ricerca presso la rivista. In quegli anni lavorò prima come copywriter e poi come redattrice, mentre completava il suo primo romanzo, Run River, pubblicato nel 1963 (Il Saggiatore, 2016)

Successivamente lasciò New York e nel 1964, dopo aver sposato lo scrittore, giornalista e sceneggiatore John Gregory Dunne, si trasferì in California. Nel 1968 pubblicò Verso Betlemme (Il Saggiatore, 2008), il suo primo lavoro di saggistica, costituito da una raccolta di articoli sulla propria esperienza in California, dove trascorrerà gran parte della sua vita. Il libro è un disincantato viaggio attraverso la promessa e la dissoluzione della controcultura californiana degli Anni 60, che tanto influenzerà la sua esperienza umana e professionale. “Un luogo – scrisse una volta – appartiene per sempre a chi lo rivendica più duramente, lo ricorda più ossessivamente, lo strappa da se stesso, lo modella, lo rende, lo ama così radicalmente da rifarlo a sua immagine”.

7 storie di donne : Femminile singolare, il film femminista.

Locandina del film

Femminile Singolare è il film che racconta le donne sotto diversi aspetti, in un’ottica femminista per dare loro voce. Esce nei cinema italiani l’11 maggio, la scelta di questa data è in onore della data della firma – nel 2011 – della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica, nota anche come Convenzione di Istanbul

Femminile singolare è un progetto cinematografico che raccoglie 7 cortometraggi,  innovativi ed attuali, interamente dedicati alla donna. Una donna protagonista  coraggiosa e intimorita, fragile e forte, felice e infelice, emancipata e sottomessa,  sognatrice e disillusa. In qualsiasi modo la si voglia rappresentare, è la donna di oggi,  che, nonostante le lotte per la parità di genere e l’emancipazione, continua a trovarsi  sola nel portare il peso sociale, relazionale e anche economico del microcosmo in cui  vive. Ma non si arrende: sono storie di donne che combattono, si ribellano, rompono  il silenzio e denunciano una realtà ancora troppo sbilanciata, in cui la figura maschile  è ancora inadeguata, poco attenta e collaborativa.

 Non è un film  che glorifica la donna, bensì intende mostrare allo spettatore la realtà, con la  speranza di aggiungere un mattone in più nella consapevolezza collettiva dei diritti  umani e delle donne in particolare. L’obiettivo è quello di diffondere il più possibile il  messaggio che, nonostante sia difficile cambiare le cose, è possibile far crescere una  visione nuova, di parità e di libertà.

Interpreti d’eccezione:

Catherine Deneuve

Una delle più grandi attrici francesi. Negli anni ’70 lavora in Francia e all’estero,  soprattutto in Italia dove collabora con registi come Marco Ferreri, Mauro Bolognini e  Dino Risi. Riceve offerte anche dagli USA che le permettono di lavorare con attori  come Omar Sharif, Jack Lemmon e Gene Hackman. Nel 1981 con l’interpretazione nel  film L’ultimo metrò di François Truffaut, vince il suo primo César come migliore  attrice. Nel 1992 ottiene il suo secondo premio con il film Indocina, in un ruolo che le  vale anche la candidatura al premio Oscar alla miglior attrice.

Monica Guerritore 

Attrice teatrale, cinematografica e televisiva italiana. Attiva  soprattutto in teatro fin da quando, a 16 anni, esordì a Milano sotto la direzione di  Giorgio Strehler. Sul grande schermo, soprattutto nella prima parte della sua carriera,  ha affrontato temi di rilevanza sociale come la sessualità adolescenziale (La prima  volta, sull’erba), il perbenismo borghese sul tema dell’aborto (Stato interessante,  Eutanasia di un amore), o anche incesto e adulterio (Fotografando Patrizia,  Scandalosa Gilda).

Violante Placido

Esordisce nel mondo del cinema nel 1993 al fianco del padre Michele Placido nel film  drammatico Quattro bravi ragazzi di Claudio Camarca. Si fa notare nella commedia  Jack Frusciante è uscito dal gruppo (1996), accanto a Stefano Accorsi. Col film L’anima gemella (2002), per la regia di Sergio Rubini viene candidata come “miglior attrice” al  Nastro d’argento. Nel 2010 recita al fianco di George Clooney nella pellicola  statunitense The American.

Il film viene distribuito da ARTEX FILM e COFFEE TIME FILM, promosso, orgogliosamente, dalla associazione Ihavevoice.

È importante dare sempre più voce alle donne, raccontare le difficoltà e le conquiste che ognuna di noi si trova ad affrontare o a raggiungere nel corso della propria vita. E tra le tante iniziative per rappresentare le donne, questa è senza dubbio una tra le migliori!