Donne, pittura, società: riflessioni su una parità non ancora riconosciuta.

3) B. Morisot, La nutrice Angela che allatta Julie Manet, collezione privata

La pittrice, borghese, può dedicarsi al suo lavoro soltanto perché la sua condizione sociale le  consente di stipendiare una balia, Angela, che al suo posto, allatti la figlia Julie Manet (figg. 3, 4).

4) B. Morisot, Julie e la nutrice, Copenaghen, Ny Carlsberg Glyptotek

Ma il dramma interiore, quanto mai attuale,  che la lacera  è proprio questo: l’impossibilità di essere una mamma in carriera. Dunque Berthe è consapevole che o sceglie di prendersi cura della prole o dipinge. Le due attività le appaiono come inconciliabili e dunque lei, in quanto donna, è costretta a lottare perché la pittura sia considerata la sua professione, e non un’attività ricreativa da svolgere nel tempo libero.

E  allora ritrae la nutrice,  il marito, Eugene, fratello di Manet (fig. 5),

5) B. Morisot, Eugène Manet e sua figlia nel giardino di Bougival, Parigi, Musée Marmottan

qualche amica (fig. 6) come se in loro vedesse se stessa riflessa, come se proiettasse sui personaggi  i suoi sentimenti di madre frustrata, che non riesce a dedicarsi a tempo pieno né alla figlia né all’arte.

6) B. Morisot, Giovane donna e bambina su un’isola, Annapolis, Maryland, USA, Maryland State Art Collection,

Purtroppo ancora oggi questo dilemma accompagna le scelte delle giovani, specie quelle meno abbienti, e  la mancata elezione di una “presidentessa” della Repubblica  la dice lunga sullo stato reale dell’emancipazione femminile.

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