Emily Dickinson e quel suo vestirsi di bianco!

Nasceva oggi, il 10 dicembre 1830, la poetessa Emily Dickinson, una delle figure letterarie più enigmatiche di fine Ottocento. Molte le leggende e i racconti fioriti sul suo conto, ma la sua vera biografia resta un mistero.

Il nome di Emily Dickinson si associa inevitabilmente alla Poesia. Emily Dickinson la poetessa, non potrebbe essere nient’altro. È uno di quei rari casi in cui l’identità della persona e il suo mestiere formano un tutt’uno. Del resto Emily Dickinson consacrò la sua stessa vita alla vocazione letteraria: a partire dall’età di ventitré anni sino alla fine dei suoi giorni visse reclusa nella sua casa di Amherst, in Massachussets, e non fece altro che scrivere. Compose oltre tremilacinquecento poesie, quasi tutte pubblicate dopo la sua morte. Infatti fu solo dopo la sua scomparsa, avvenuta nel 1886, che la grandezza della poesia di Emily Dickinson fu scoperta e apprezzata.

La famiglia e gli amici più stretti ignoravano l’attività segreta di Emily, le splendide poesie che componeva in silenzio rinchiusa tra le mura della sua stanza, come una monaca o una prigioniera. Il suo talento si era rivelato a tratti nelle lunghe lettere che Emily Dickinson scriveva, piene di particolari affascinanti, fatte della sostanza stessa della poesia.

La vita di Emily Dickinson è ancora un mistero per i suoi biografi. Nessuno riesce tuttora a spiegarsi il perché una giovane ragazza di ventitré anni avesse scelto di ritirarsi del tutto dalla scena pubblica e vivere rinchiusa tra le mura della casa paterna, vestita di bianco, utilizzando la scrittura come unica porta di accesso verso il mondo. È stato appurato che la Dickinson non soffrisse di alcuna infermità fisica né di alcuna malattia invalidante. Il motivo della sua segregazione rimane dunque un mistero, solo Emily Dickinson ne custodisce la chiave, forse nascosta nel cuore pulsante delle sue poesie.

La scelta inusuale della Dickinson ha tuttavia alimentato una serie di leggende sulla sua figura; ancora oggi si associa il suo abito bianco a una veste virginale, chiaro rimando a quella indossata dalle novizie prima di entrare in convento. Ma nella realtà Emily Dickinson ebbe molti amori, forse tutti platonici, passioni di penna che ha trasfuso mirabilmente nelle sue poesie e nelle lettere infuocate che inviava agli amati destinatari.

Emily Elizabeth Dickinson nacque il 10 dicembre 1830 ad Amherst, nel Massachussets, figlia dello stimato avvocato Edward Dickinson, che sarebbe diventato membro del Congresso degli Stati Uniti.
In virtù delle sue origini, la Dickinson ricevette un’ottima educazione: frequentò la Amherst Academy e poi le scuole superiori di South Haley. In seguito venne ritirata dalla scuola dal padre, per motivi che appaiono ancora ignoti. Emily proseguì quindi gli studi da autodidatta, guidata da un precettore, Benjamin Newton, che le impartiva lezioni ogni giorno da casa. Dall’età di ventitré anni Emily Dickinson scelse di ritirarsi dalla vita pubblica. Per tutto il corso della sua esistenza si allontanò dalla casa di Amherst solo per qualche raro viaggio che le avrebbe permesso di conoscere persone fondamentali per la sua vita. Tra queste il reverendo Charles Wadsworth, un uomo sposato, a cui la Dickinson dedicherà versi pieni di passione; e il celebre filosofo americano Ralph Waldo Emerson che svolse un ruolo cardine nella sua formazione culturale.

Il 1860 è l’anno più prolifico per la composizione poetica di Emily Dickinson. La poetessa scrisse oltre quattrocento poesie, alcune delle quali (sei in tutto) furono pubblicate sullo Spingfield Daily giornale redatto da Samuel Bowles, intimo amico della Dickinson, per il quale la poetessa covava una segreta passione.

In quegli anni Emily iniziò ad essere consapevole del proprio talento e cominciò a raccogliere le proprie poesie in fascicoletti, sperando di vederle un giorno pubblicate. Sarà il colonnello Thomas W. Higginson, con il quale aveva avviato una fitta corrispondenza, a dissuaderla dall’intento.
Higginson rimase impressionato dai versi della giovane poetessa, ma al contempo vi avvertì una forza segreta, una fierezza irriducibile, che gli fece quasi paura. Consigliò a Emily di non pubblicare più i suoi versi, perché la società non li avrebbe capiti. La voce della Dickinson appariva dissonante, diversa da tutto quanto era stato scritto sino ad allora e in conflitto con gli ideali romantici dell’epoca.

Non sapendo quando l’alba possa venire
lascio aperta ogni porta,
che abbia ali come un uccello
oppure onde, come spiaggia.

La poetessa dunque accettò il consiglio di Higginson e decise di fare a meno della pubblicazione. Continuò a coltivare la vocazione poetica nel segreto della sua stanza, come un peccato solitario al quale non sapeva rinunciare.

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