La scelta di Anne: il film tratto dal romanzo biografico di Annie Ernaux.

La scelta di Anne” è un film diretto da Audrey Diwan, adattamento cinematografico del libro con il titolo L’evento di Annie Ernaux.

Il libro della scrittrice francese è stato pubblicato in Francia nel 2000, seguito dall’adattamento in italiano a cura dell’Orma editore, pubblicato solo 2 anni fa. La scrittrice nata nel 1940 racconta la sua esperienza autobiografica: si mette a nudo, di fronte ad un inaspettato evento. Quest’ultimo le cambierà la vita e la costringerà ad una scelta molto difficile.

La scrittrice poco più che trentenne, durante la sua carriera di insegnante liceale, deciderà di sposarsi. Pochi anni dopo fará parte del movimento femminista, e durante gli anni settanta scriverà articoli sulla rivista Le Monde.

La sua attività di stesura si tramuta in romanzi, dove decide di raccontare alcuni avvenimenti che le hanno segnato la vita. Tra le quali una notte di follia che la porterà ad una gravidanza indesiderata e inaspettata, che la condurranno nel difficile cammino dell’aborto clandestino.

Infatti nel 1963 quando da studentessa universitaria, scopre di aspettare un bambino non si dà pace.

Anne ha bisogno di non far nascere quella vita, ricorrere all’aborto in Francia era ancora illegale. Nessun dottore sembra voler mettere a rischio la propria carriera e la salute della paziente.

La sua vita è appesa a un filo, quando finalmente riuscirà a trovare una donna in grado di aiutarla in quest’impresa. Un film durissimo, potente, che lascia senza fiato, un vero pugno nello stomaco.

Una visione che non può lasciare indifferenti, e a testimoniare il suo successo il premio come miglior film alla 78a Mostra internazionale d’arte cinematografica a Venezia.

Quella di Anne sembra una vita divisa in due, nonostante l’umile vita riesce ad istruirsi, frequentando l’Università di Rouen. Il confronto tra due mondi completamente opposti, dove entra in contatto con persone di un rango più alto.

Sembra che la vita della giovane donna sia duplice, ciò è ben visibile anche nel film. Ostile spesso, fredda ma schietta e decisa nelle sue scelte. Sua madre, prima di lei aveva perso un bambino, lei decide di abortire. Sembra paradossale, ma è chiara l’intenzione della scrittrice di segnare una cesura, l’inizio di una nuova era, quella della libertà e della emancipazione femminile.

I suoi romanzi, però, sembrano seguire un filo ben preciso, si guarda all’interno, ci ritroverà un vero e proprio mondo, come ella stessa annuncia nel romanzo “Gli anni”.

L’emancipazione di una donna che non vuole rinunciare ai suoi sogni, un viaggio che l’autrice percorre a piccoli passi. Ma l’impatto è fortissimo, travolgente, stravolge il lettore lasciandolo inerte, di fronte la forza di una ragazza.

Annie narra i luoghi, le emozioni che prova; di un’esperienza dolorosa una testimonianza sotto forma di cronistoria, nella quale è autrice e protagonista allo stesso tempo.

Ella è costretta a fare i conti con una vita dentro di sé, non voluta, una libertà che è costretta a ricercare a tutti i costi, battendo addirittura la paura, quando la dottoressa le annuncia: “a suo rischio e pericolo”. La vergogna è complice della corazza con la quale la giovane si copre, la paura di essere giudicata.

Straziante è inoltre la ricerca di un dottore disposto ad aiutarla nell’interruzione, guidati da questioni etiche, morali ma in quegli anni soprattutto legali.

Un film in grado di scuotere gli animi e permettere una profonda riflessione, verso un tema più attuale che mai.

Annie Ernaux così scrive del film che narra l’esperienza da lei vissuta: “Uscendo dalla sala di proiezione di L’Événement, ero molto commossa, non ho avuto altro da dire a Audrey Diwan che queste parole: Hai fatto un film giusto… iI film non dimostra , non giudica, né tantomeno drammatizza. Segue Anne nella sua vita e nel suo mondo da studentessa, tra il momento in cui aspetta invano l’arrivo delle mestruazioni, e quello in cui la gravidanza è alle sue spalle, in cui l’evento ha avuto luogo.”

E, ancora, per Ernaux è giusto che il film racconti le pratiche alle quali le donne hanno fatto ricorso prima della legge Veil, che ha depenalizzato l’aborto in Francia nel ’75.

Le sequenze dell’aborto, pur ellittiche, sono sensoriali e immersive fino al limite del sopportabile.

Annie Ernaux e Audrey Diwan entrano nei dettagli perché sono i dettagli che uccidono.

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