Amelia Earhart, una vita in volo.

Lo stesso presidente Roosevelt autorizzerà le ricerche dell’aviatrice, spendendo 4 milioni di dollari pur di ritrovarla ma non se ne saprà più nulla.

Nel 2010,  sull’isola di Kiribati o Nikumaroro sono stati ritrovati i resti di una scarpa ‘Oxford’ degli anni ’30, proprio come quelle che indossava Amelia, vecchi trucchi e ossa umane, attribuite all’aviatrice. Incoraggiati da questi ritrovamenti i membri del Gruppo internazionale per il Recupero di Aerei Storici (TIGHAR- International Group for Historic Aircraft Recovery) hanno approntato una nuova spedizione sull’isola convinti che è stata proprio l’ultimo approdo della Earhart in base a quella che è stata ribattezzata “L’ipotesi dell’ isola Gardner” dall’ antico nome dell’isola.

Il gruppo di spedizione infatti già nel 2012 aveva rivelato con un sonar onde anomale nell’oceano che potrebbero corrispondere alla forma di una fusoliera, quella dell’aereo della Earhart, la particolarità di questa ennesima spedizione della TIGHAR, che ne ha già fatte 22 in quella zona, è quella, questa volta, di essersi fatta seguire da più di una decina di volontari, turisti paganti che hanno aiutato a perlustrare la vasta foresta dell’isola in cerca di possibili testimonianze dell’aviatrice.

Tante rimangono comunque le teorie, anche le più fantasiose, che riguardano la sua scomparsa, alcune sono fondate su testimonianze secondo le quali Amelia nel suo ultimo viaggio acconsentì a montare sul suo apparecchio macchine fotografiche per svolgere contemporaneamente una spedizione di spionaggio tale però che fu catturata dai giapponesi nelle mani dei quali, morì.

Altre teorie, che contraddistinguono più o meno tutte le morti misteriose, la vogliono invece rientrata sotto finto nome in patria, dove è morta anziana e serena  quale una certa Irene Bolan anche se esami specifici hanno sconfessato ogni possibile compatibilità.

Nel 2017 uno speciale della TV History Channel ancora sosteneva di aver trovato in una vecchia foto d’archivio la testimonianza di una Amelia Earhart viva e superstite nelle isole Marshall. 

Il Doodle che Google ha dedicato ad Amelia Earhart

In realtà di Lady Lindy, come veniva chiamata, non si sa più nulla, rimane però il suo esempio di tenacia e coraggio anche per tutte le altre donne, in una lettera al marito scriverà: “Ti prego di sapere che so il rischio che corro, voglio farlo perché ho voglia di farlo. Le donne devono provare a fare le cose esattamente come ci provano gli uomini. Quando falliscono, il loro fallimento deve essere la sfida per altri”.
Numerose le commemorazioni nella filatelia, nei film, l’ultimo del 2009 con l’interpretazione di Hilary Swank, e nei libri. 

A Giugno 2015 è stato tratto un film da alcuni frammenti ritrovati dal figlio del fotografo personale di Amelia che ha tenuto il rullino per più di cinquant’anni chiuso nel suo studio e che ritrae l’aviatrice, il suo copilota e il marito, girato tra il Marzo e il Maggio del 1937, pochi mesi prima quindi della scomparsa di Amelia; da questi frammenti si è ricavato il film intitolato “Gli ultimi scatti di Amelia Earhart” a cui è seguito il libro di una ottantina di pagine scritto da Nicole Swinford.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...