Angela Merkel: la storia della prima Cancelliera tedesca.

Ma la situazione più critica in cui si è trovata nel corso dei suoi mandati è sicuramente la crisi finanziaria dell’eurozona che assume immediatamente dimensioni enormi: se all’inizio la Grecia si trova sull’orlo della bancarotta ci si accorge presto che altri paesi europei si trovano nella stessa situazione ed è necessario prendere immediatamente provvedimenti. Essendo la Germania la nazione più ricca la Cancelliera si trova ad avere una posizione di enorme responsabilità e di enorme potere. Nella gestione della crisi si trova fra due fuochi che possono essere rappresentati dai suoi due “padri”: da un lato la concezione del genitore, il pastore luterano per cui l’economia è una sorta di crociata morale nella quale chi contrae debiti deve anche pagarli (idea condivisa per altro da molti tedeschi); dall’altra parte vi è il “padre putativo” Helmut Kohl assieme la sua idea politica secondo la quale non può esistere una Germania unita senza un’Europa unita e la moneta unica ne è parte fondamentale. Per questo, se dapprima ha messo vincoli estremamente rigidi per il mantenimento della Grecia nell’Euro che le hanno causato una vasta impopolarità fuori dal suo paese, ha mostrato però la volontà di soprassedere quando necessario, cercando di convincere i contribuenti tedeschi che i soldi investiti in Grecia e negli altri paesi in difficoltà fossero un investimento necessario.

Dal 2013 Angela, che è stata confermata come leader del suo partito quasi all’unanimità, è ancora il politico più amato dal popolo tedesco, è considerata la personalità più influente al mondo dopo Barack Obama e, come abbiamo detto in precedenza, la donna più potente del mondo, anche se nessuno, all’inizio, avrebbe scommesso sul suo futuro politico: in una società ancora profondamente maschilista essere una donna dell’est deve aver ingannato molti osservatori sia dentro che fuori dal suo partito.

Da quando Angela Merkel è cancelliera in Germania, cioè dal 2005, nel Paese è di fatto assente il concetto di “opposizione”. Anche la ratifica del Recovery Fund nel Parlamento tedesco è scontata, con CDU, CSU, SPD e Verdi in quasi perfetta armonia, e con gli altri partiti considerati praticamente irrilevanti. Se dieci anni fa tutti seguivano Merkel nel suo rigore finanziario – anima del successo economico della Germania nel dopoguerra – oggi tutti la seguono sulla strada dell’accettazione dell’indebitamento europeo, rivelando l’altra anima della Germania moderna.

Angela Merkel al suo quarto mandato il 14 Marzo 2018 con Katrin Goering-Eckardt (left), Vice President of the Bundestag e Ursula von der Leyen, Minister of Defense.

E con la stessa strategia che adotta in Germania, Merkel ha cercato di salvare l’Europa dove, come si vede all’indomani dell’intesa raggiunta per la ricostruzione post-pandemia, nessuno si può considerare chiaramente vincitore e nessuno si può definire perdente assoluto. Così oggi si parla di un rafforzamento dell’Europa grazie al fatto che la Germania è venuto incontro alle esigenze degli altri Paesi in materia fiscale e finanziaria. Rimane da vedere l’effetto di questa svolta di Angela Merkel sul futuro politico della Germania che si giocherà nell’autunno prossimo alle elezioni parlamentari, stavolta con nuovi protagonisti.

Fonti:Ubaldo Villani Lubelli: Enigma #merkel. In Europa il potere è donna: Angela Merkel ed. goWare

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