Angela Merkel: la storia della prima Cancelliera tedesca.

Angela Merkel (nata Angela Dorothea Kasner) è la prima donna a ricoprire il ruolo di Cancelliera tedesca per tre volte di seguito oltre ad essere la persona più giovane ad avere questa carica e la prima ad essere nata dopo la fine della seconda guerra mondiale. Viene spesso chiamata “La donna più potente del mondo” (come affermato nelle classifiche del magazine Forbes dal 2006 al 2013), “la nuova Lady di Ferro” e da alcuni politici italiani con nomignoli non proprio edificanti sul suo aspetto fisico. La sua politica estera e le sue posizioni in merito alla crisi dell’Eurozona, specialmente nei confronti della Grecia, sono più conosciute della sua storia personale. Per questo motivo, senza alcun scopo politico, mi piacerebbe raccontare la storia di questa donna che ha in qualche modo cambiato la percezione politica non solo tedesca, ma mondiale.

La giovane Angela dimostra immediatamente una spiccata intelligenza, già dal liceo eccelle principalmente in matematica e in lingua russa, tanto da vincere le olimpiadi di lingua russa di Templin. Spinta dai genitori, che conoscono le discriminazioni a cui spesso erano soggetti i figli del clero nella DDR, entra a far parte della Libera Gioventù Tedesca (Freie Deutsche Jugend) dato che questo era un modo per farsi strada ed avere posto nelle Università.

Angela1

Nel 1973 si trasferisce a Lipsia dove si iscrive alla facoltà di fisica e a 23 anni si sposa con il primo marito, da cui prenderà il cognome, Ulrich Merkel. Dopo la laurea si trasferisce a Berlino e consegue il dottorato in fisica quantistica sul decadimento degli idrocarburi. In seguito diventa ricercatrice all’Accademia delle Scienze Adlershof di Berlino, la più importante unità di ricerca della DDR che raccoglieva migliaia di scienziati e dove lei era l’unica donna. La scienza le consente di stare al riparo dall’occhio della DDR in quanto il suo campo era molto teorico e non strettamente legato alle tecniche di produzione sulle quali il regime puntava maggiormente.
All’inizio degli anni 80 Angela divorzia dal primo marito, ma decide di mantenerne il cognome, e si trasferisce in un quartiere a est di Berlino. I numerosi viaggi in treno per raggiungere la zona sud dove lavorava la spingono a confrontarsi quotidianamente con il muro di Berlino, scorgendo anche scorci della Berlino ovest che era loro preclusa. Non è difficile immaginare quanto questo possa aver dato la sensazione di “gabbia” a lei ed ai giovani scienziati con cui viaggiava tutti i giorni.
Quando nel 1985 Gorbaciov sale al potere in Russia e porta avanti la “Perestroika” iniziano ad avvertirsi i primi cambiamenti in tutta la zona controllata dall’ex URSS, e nel 1987, mentre il regime comunista va sgretolandosi, iniziano a prendere piede in Germania est tanti piccoli movimenti politici.

Dopo la caduta del muro Angela si iscrive a “Risveglio democratico” (democratische Aufbruch), un gruppo di attivisti di centro destra, di cui è presto la portavoce e, dopo le libere elezioni del 1990, proprio mentre le due Germanie corrono verso l’unificazione, diventa vice portavoce dell’ultimo governo della Repubblica Democratica Tedesca guidato da Lothar de Maizière con “Alleanza per la Germania” (Allianz fur Deutschland). Questo processo di unificazione preoccupa molti politici europei, in particolare in Francia, i quali si sentono minacciati da una Germania più grande ed inevitabilmente più forte; per questo viene siglato un accordo: la Germania si può riunire, ma deve firmare il trattato di Maastricht per imporre al nascente stato riunificato vincoli politici ed economici. Questo preciso momento storico, in cui Angela inizia a partecipare attivamente alla vita politica, ha influenzato la visione politica della futura cancelliera per la quale la riunifcazione tedesca, strettamente legata ad un concetto di Europa unita, diventa forza trainante della sua visione politica.

Angela Merkel nel 1992

Angela si dimostra da subito diversa dal “tipico politico tedesco” di allora, rappresentato dai suoi colleghi, ed è ben lontana dall’immagine del politico elegante, arrogante ed impomatato, dimostra infatti avere poco interesse per l’aspetto esteriore (spesso verrà detto di lei che in questo rimane una “scienziata della DDR”). Per quanto riguarda le sue capacità politiche spicca da subito per la grandissima capacità di mediazione fra le varie parti che coesistono all’interno di Alleanza per la Germania, per il suo non cercare per forza lo scontro e per il suo non “salire sul podio” se non sotto esplicita richiesta.
Dopo la riunificazione aderisce al CDU (Christlich Demokratische Union Deutschlands), il più grande partito di centro destra dell’ovest, di stampo prettamente patriarcale e dominato da dirigenti uomini, all’epoca guidato da Helmut Kohl. Angela viene nominata dapprima ministra per le donne, i giovani e lo sport, ma poi Kohl, che la chiama la sua “Mädchen” (ragazzina) la promuove a ministra per l’ambiente, ministero che si occupa della salvaguardia dell’ambiente e della sicurezza del nucleare e che riveste una grande importanza strategica in Germania.
L’approccio politico di questa “ragazzina dell’est” lascia stupiti i tedeschi in quanto molto diverso da quello a cui erano abituati, tanto che in molte occasioni i politici uomini si rivolgono a lei in modo molto autoritario, spesso urlando, quasi a volerla umiliare. Angela però non cade mai in questo genere di trappole preferendo rispondere con toni calmi, lasciando che gli avversari politici si “sgonfino” da soli.

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