Albert Einstein e Mileva Marič “Lettere d’amore”

Albert Einstein conobbe Mileva Marič nel 1896, al Politecnico di Zurigo, dove entrambi studiavano fisica.

Fu l’inizio di un sodalizio umano e intellettuale tra due giovani aspiranti scienziati che presto sfociò in un’appassionata relazione e, nel 1903, nel matrimonio.

Alla compagna di studi «forte e indipendente» il giovane scienziato confidò sogni, progetti, speranze e disillusioni. Furono le tappe, spesso sofferte, di una maturazione emotiva e intellettuale che lo avrebbe portato alle grandi scoperte del 1905, tra cui la teoria della relatività ristretta, vere «rivoluzioni concettuali» per la fisica del nostro secolo.

Mileva, lungi dall’essere quella pallida ombra tramandataci dalle biografie di Einstein, non fu estranea alla straordinaria progressione creativa del compagno, con il quale condivise molti interessi scientifici, aiutandolo come lui stesso ammise a risolvere i suoi «problemi matematici».

Einstein e Mileva

Dalle lettere emergono i conflitti di Albert con colleghi scienziati, le sue costanti preoccupazioni per la ricerca di un posto di lavoro e le difficoltà incontrate dalla coppia, che sarebbero culminate con la nascita fuori dal matrimonio della figlia Lieserl, morta per una malattia infettiva. Nel 1904 e poi nel 1919 nacquero gli altri due figli maschi.

Durante i primi anni di matrimonio, Albert lavorava a tempo pieno presso l’ufficio brevetti di Berna e Mileva, oltre ad occuparsi della casa e dei figli, iniziò ad assistere la carriera del marito: si ipotizza, infatti, che sia stata proprio lei ad occuparsi delle ricerche e del lavoro scientifico che lui non aveva il tempo materiale di fare.

L’epistolario rappresenta la testimonianza fondamentale di un’intesa intellettuale e umana e rivela un Albert Einstein sconosciuto al grande pubblico: ottimista e fiducioso nella vita, colto nel pieno degli anni giovanili, poco prima di diventare il genio iconico e il patriarca della fisica del XX secolo.

Le lettere d’amore coprono l’arco di tempo che va dal 1897 al 1903, poco dopo il matrimonio della coppia, un’unione che terminò in modo crudele per Mileva, abbandonata con i due figli. Ineffabile, in una delle sue ultime lettere, le scrisse “Col tempo ti accorgerai che è difficile trovare un ex marito migliore di me”, e la lasciò in una disperata solitudine, dopo averle consegnato i soldi del Premio.

Ttrasferitosi a Berlino, Einstein iniziò una relazione extraconiugale con la cugina di Milena, Elsa Löwenthal, che sarebbe diventata, poi, la sua seconda moglie.

Ma questa è un’altra storia.

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