Giorno: 13 maggio 2020

“Donne senza uomini” di Shahrnush Parsipur.

“In Iran i tradizionalisti pensano alla donna come essere senza pulsioni sessuali. Sono necessarie solo come contenitore per le gravidanze e non svolgono alcun ruolo nella creazione stessa dei figli. Una donna che mostra desideri sessuali è considerata una prostituta e quindi sono costrette a nascondere la loro attrazione verso gli uomini e il sesso”.

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Voglio parlare di un libro che iniziato a leggere con titubanza mi ha poi folgorato.

Sono rimasta spiazzata a leggere alcune pagine di questo romanzo, nonostante il tema non leggero, la lettura scorre in maniera gradevole e induce a riflettere.

È il racconto di diverse donne, ciascuna con la propria storia, ciascuna che cerca in qualche modo di soddisfare i propri desideri.

Alcuni sono desideri semplici, come la voglia di matrimonio, poi ci sono desideri vissuti come fardelli: sopravvivere alla propria verginità o al fratello che ha la facoltà di ucciderti se solo la sera rientri tardi.

Nel romanzo le storie di queste donne diverse tra loro s’intrecciano tra loro, come s’intrecciano i temi riguardanti sessualità, famiglia, femminilità, tradizioni e voglia di andare oltre. La loro voglia d’indipendenza si scontra con il muro dell’intolleranza degli uomini. A causa dei temi che ha trattato, i libri di Shahrnush Parsipur, in Iran, sono stati banditi. Alcuni si trovano nel mercato nero, come Memorie dalla prigione che ha così venduto circa un milione di copie.

L’autrice ha lottato con coraggio per richiamare l’attenzione sulla voglia d’indipendenza delle donne iraniane, prendendo la parola in un mondo dove la parola appartiene solo agli uomini e dove le donne in silenzio devono solo cucinare e fare figli.

«Shahrnush Parsipur assegna dei ruoli ai suoi personaggi femminili che le donne effettivamente hanno nella vita reale, allo scopo di richiamare l’attenzione verso quella quotidiana oppressione delle donne e per far riflettere, ironicamente, sulle altre condizioni sociali nelle quali il suo romanzo è stato elaborato e che, alla fine, l’hanno condotta al carcere.

Tuttavia i suoi personaggi fuggono da questi ruoli restrittivi, evidenziando il contrasto tra la loro situazione iniziale e una vita più appagante. Una simile retorica contesta l’ideologia e le ambizioni dello Stato, attraverso gli incontestabili ritratti dell’agonia di coloro che vivono sotto una forma di supremazia maschile istituzionalizzata.»

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