Irma Bandiera, sette giorni di tortura non la piegarono.

 

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Il ricordo di Irma Bandiera ci porta al periodo della Seconda Guerra Mondiale, nel mondo della lotta partigiana, particolarmente presente nell’Italia Settentrionale e dove la presenza femminile fu molto attiva e determinante.

Irma Bandiera nasceva l’8 aprile 1915 a Bologna . Ragazza di buona famiglia aveva conseguito la licenza elementare ed era iscritta al PCI  entrando ben presto come staffetta nella Resistenza, nella VII Brigata Gap, nome di battaglia Mimma.

Audace combattente, il 6-7 agosto ’44, nell’ambito delle operazioni anti partigiane a Funo e Argelato, fu catturata dai nazifascisti, a conclusione di uno scontro a fuoco, mentre stava per rientrare a casa a San Giobbe di Argelato, dopo aver trasportato armi nella base della sua formazione a Castelmaggiore.

Trovata in possesso di documenti compromettenti, fu catturata e portata dapprima a S. Giorgio di Piano e poi a Bologna, dove fu seviziata per sette giorni dai fascisti, senza che questi riuscissero a farle confessare i nomi dei compagni.

L’ultimo giorno raccontano che la portarono di fronte alla casa dei suoi genitori dicendole: “Lì ci sono i tuoi e non li vedrai più, se non parli”, ma Irma non parlò, rimanendo coraggiosamente fedele alla propria idea.

I fascisti allora infierirono ancora una volta sul suo corpo martoriato, la accecarono, poi la trasportarono ai piedi della collina di San Luca, al Meloncello di Bologna e infine la fucilarono.

A Irma sarà poi assegnata la Medaglia d’Oro al Valore: “prima fra le donne bolognesi a impugnare le armi per la lotta nel nome della libertà”. Quella strada porta ora il suo nome e dal 2017 un bel murales la raffigura sorridente… Un sorriso che ricambiamo con l’impegno di non dimenticarla e di ricordare sempre il suo sacrifico

 

La lapide posta nella via di Bologna a lei intitolata, così recita: «Irma Bandiera / Eroina nazionale / 1915 – 1944 / Il tuo ideale seppe vincere le torture e la morte / La libertà e la giovinezza offristi / per la vita e il riscatto del popolo e dell’Italia / Solo l’immenso orgoglio attenua il fiero dolore / Dei compagni di lotta / Quanti ti conobbero e amarono / Nel luogo del tuo sacrificio / A perenne ricordo / Posero».

 

 

 

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