Giorno: 14 febbraio 2018

Grazia Deledda, Nobel dimenticato!

manfredi_Grazia deledda_2005.jpgGrazia Deledda è il simbolo della donna italiana (o meglio isolana!) di fine Ottocento. Il contesto storico – sociale in cui si formò non fu certo quello dei grandi centri di cultura e quando intraprese la carriera letteraria non erano molti in Italia, i narratori di professione, cioè gli scrittori che vedessero nella scrittura lo strumento adatto per stabilire un rapporto solido e continuativo con gran parte del pubblico.

Penultima di sei figli, Grazia Deledda nasce a Nuoro, nel cuore della Sardegna, il 27 ottobre del 1871, in una famiglia alquanto agiata. Il padre Giovanni Antonio, imprenditore dotato di buona cultura, scrive e pubblica , a proprie spese, versi in vernacolo sardo. Retto, saggio, stimato da tutti, è la figura modello di Grazia, che eredita, invece, il carattere forte, severo e schivo della madre, Francesca Cambosu, perfetta padrona di casa e buona moglie, forse non innamorata del marito (come la Deledda suppone nel suo romanzo autobiografico “Cosima”). In questo contesto Grazia vive un grande isolamento culturale, riuscendo a completare soltanto gli studi elementari, in obbedienza alle regole del tempo che vogliono i maschi dediti allo studio e le figlie femmine in attesa di un buon matrimonio.

Grazia contesta questi pregiudizi maschilisti con forza, coraggio e perseveranza, combattendo la sua eccessiva timidezza e coltivando il suo italiano per quello che avverte come un destino inequivocabile: la scrittura.Legge con passione versi, novelle e romanzi e ben presto comincia anche lei a comporre, “ costretta a scriveremo da una forza sotterranea i casi e gli affetti della sua esperienza provinciale” (dal romanzo “Cosima”). Nel 1888, a soli diciassette anni, la Deledda pubblica il suo primo scritto, intitolato “Sulla Montagna”, per il settimanale illustrato “Paradiso dei bambini” edito da Eduardo Perini a Roma. Nello stesso anno pubblica sulla rivista del Perini il racconto “Sangue sardo” e, sempre nel 1888, comincia a collaborare al periodico “L’Ultima Moda”, anch’esso dell’editore romano, con racconti più lunghi, pubblicati a puntate con lo pseudonimo Ilia di Saint-Ismael.

L’anno successivo sullo stesso periodico, appare un altro suo racconto “Cose infantili”. Si tratta di bozzetti dall’intreccio semplice, ma che già nella descrizione del paesaggio rivelano quel sentimento lirico legato alla natura che si affinerà nelle opere successive. La collaborazione a “L’Ultima Moda” si prolungherà sino al 1894 con racconti e poesie. Nel 1891 ha inizio la collaborazione a “Vita Sarda , una rivista di Cagliari, con il racconto “Vendetta d’amore”, collaborazione che, accolta con favore dal pubblico femminile, durerà sino al 1893, anno in cui la rivista cessa le pubblicazioni. (altro…)